Modello Intrastat: guida alla compilazione e alle scadenze.

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Il Modello Intrastat assolve l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Dogane delle operazioni intracomunitarie compiute o ricevute da un soggetto passivo IVA (professionista, impresa o società) residente in Italia.

Il Modello può essere presentato direttamente o per mezzo del Commercialista, ma sempre in via telematica, eventualmente usufruendo del software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

La disciplina relativa ai Modelli Intrastat, di cui all’ art.50 D.L. n.331/1993, è stata oggetto di diverse modifiche nel corso degli ultimi anni, per questo è importante sapere quali sono i nuovi limiti e scadenze stabiliti per non incorrere in sanzioni.

Premesso tutto questo, non tutti coloro che compiono operazioni intracomunitarie saranno soggetti agli Intrastat, ma solo al superamento di determinate soglie e alla vendita/acquisto di certi beni/servizi.

In questo articolo troverai tutto quello che è necessario sapere su termini e modalità di presentazione dei Modelli Intrastat, iniziamo!

In questo articolo

Cos’è il Modello Intrastat.

L’Intrastat è il modello predisposto dall’Agenzia delle Dogane per la comunicazione delle operazioni intracomunitarie compiute o ricevute da soggetti passivi IVA (professionisti, imprese e società) residenti in Italia.

Il modello consiste in elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e servizi resi e degli acquisti di beni e servizi ricevuti da parte dei soggetti IVA residenti, che intrattengono rapporti commerciali con soggetti IVA di altri Stati membri UE. 

Esistono quattro modelli principali: 

  1. Modello 1-bis, cessione di beni intracomunitari;
  2. Modello 1-quarter, prestazione di servizi intracomunitari;
  3. Modello 2-bis, acquisto di beni intracomunitari;
  4. Modello 2-quarter, acquisto di servizi intracomunitari;

Il Modello Intrastat, in generale,  assolve a due importanti funzioni:

  1. Controllo fiscale degli scambi intracomunitari di beni e di servizi effettuati dagli operatori nazionali con il resto della Comunità Europea;
  2. Aggiornamento statistico sullo scambio di beni effettuati dagli operatori nazionali con il resto della Comunità Europea.

L’introduzione della fatturazione elettronica nel 2019 non ha quindi abolito gli Intrastat, i quali restano ancora se non l’unico, il principale, mezzo di controllo delle operazioni nelle quali sono coinvolti operatori residenti in Italia fuori, in tutto o in parte, il territorio nazionale.

Quali sono i soggetti interessati.

Sono tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat i soggetti passivi IVA, residenti in Italia, che effettuano scambi di beni e servizi con soggetti passivi IVA residenti in altri Stati membri UE. 

Sono soggetti passivi IVA coloro dotati di partita iva: professionisti, imprese, società e associazioni residenti nel territorio dello Stato italiano.  

Svolgere operazioni intracomunitarie oggetto Intrastat, richiede partita iva comunitaria, attraverso l’iscrizione all’elenco VIES.

E’ possibile controllare la correttezza e la validità di una partita iva comunitaria attraverso il servizio gratuito online dell’Agenzia delle Entrate VIES.

I Paesi appartenenti all’Unione Europea e i relativi codici ISO (prime due lettere della partita iva), le caratteristiche della partita iva e la valuta sono i seguenti:

PaeseISON° P.IVAValuta
AustriaAT9Euro
BelgioBE10Euro
BulgariaBG9 o 10Lev
CiproCY9Kuna
CroaziaHR11Euro
DanimarcaDK8Corona
EstoniaEE9Euro
FinlandiaFI8Euro
FranciaFR11Euro
GermaniaDE9Euro
GreciaEL9Euro
IrlandaIE8Euro
ItaliaIT11Euro
LettoniaLV9 o 11Lat
LituaniaLT9 o 12Litas
LussemburgoLU8Euro
MaltaMT8Euro
OlandaNL12Euro
PoloniaPL10Zloty
PortogalloPT9Euro
Repubblica CecaCZ8, 9 o 10Corona Ceca
Repubblica SlovaccaSK9 o 10Euro
RomaniaROda 2 a 10Leu
SloveniaSI8Euro
SpagnaES9Euro
SveziaSE12Corona Svedese
UngheriaHU8Fiorino

La compilazione del modello Intrastat non è obbligatoria per le operazioni commerciali da/verso i seguenti Paesi UE:

  • Livigno, Campione d’Italia, acque nazionali del Lago di Lugano;
  • Monte Athos (Grecia);
  • Dipartimenti d’Oltremare (Francia);
  • Isola di Helgoland, Territorio di Busingen (Germania);
  • Ceuta, Melilla, Isole Canarie (Spagna);
  • Isole Aland (Finlandia);
  • Isole Anglo-Normanne (Regno Unito)

NB. San Marino non appartiene all’Unione Europea, tuttavia ci sono specifici accordi con l’Italia per le operazioni che interessano i due Paesi:

  • Acquisti da San Marino, l’operatore italiano che acquista beni o servizi da San Marino non deve inserirli nei riepiloghi Intrastat.
  • Vendite a San Marino, l’operatore che vende beni o servizi ad altro operatore residente a San Marino, dovrà emettere fattura ai sensi del D.P.R. 633/72 art.71 e indicare l’operazione nei riepiloghi Intrastat solo se deve presentare tali riepiloghi per altre operazioni compiute. 

La cessione verso San Marino non deve infatti essere contata per la determinazione del volume degli scambi per la determinazione della periodicità di presentazione dei modelli Intrastat. 

Quali sono le operazioni intracomunitarie.

Oggetto degli Intrastat sono le operazioni intracomunitarie. 

Sono considerate operazioni intracomunitarie gli scambi di beni e le prestazioni di servizi effettuate in ambito comunitario, cioè tra operatori residenti in diversi Stati UE. Perché siano considerate tali, le operazioni intracomunitarie devono rispettare tre requisiti

  1. Requisito soggettivo, ciascun soggetto coinvolto deve essere titolare di partita IVA attiva al momento dell’operazione;
  2. Requisito oggettivo; l’operazione deve essere a titolo oneroso (non gratuito);
  3. Requisito territoriale beni, se l’operazione ha ad oggetto cessione di beni, questi devono essere trasportati da un Paese ad un altro UE;

Requisito territoriale servizi, se l’operazione ha ad oggetto prestazioni di servizi, questi si considerano effettuati in Italia quando sono resi a soggetti passivi IVA stabiliti in Italia. 

Casi di obbligo di presentazione del Modello Intrastat.

Abbiamo visto quali sono i modelli Intrastat, quali i soggetti interessati e le operazioni da comunicare. 

Ma è  sempre obbligatorio presentare il modello Intrastat in presenza di operazioni comunitarie? 

Fortunatamente no (date le innumerevoli scadenze alle quali siamo soggetti). 

In presenza di operazioni intracomunitarie, presentare il modello Intrastat è obbligatorio solo al superamento di certe soglie di volumi d’affari e, in alcuni casi, la presentazione sarà solo ai fini statistici. 

Modello 1-bis: Cessione di beni intracomunitari.

Soglie e scadenzeObbligo fiscaleObbligo statistico
Scadenza mensile se in almeno uno dei quattro trimestri precedenti l’importo è stato ≥ € 50.000SiNo
Scadenza trimestrale se nei quattro trimestri precedenti l’importo è stato < € 50.000SiNo

Modello 1-quarter: Prestazione di servizi intracomunitari.

Soglie e scadenzeObbligo fiscaleObbligo statistico
Scadenza mensile se in almeno uno dei quattro trimestri precedenti l’importo è stato ≥ € 50.000SiSi
Scadenza trimestrale se nei quattro trimestri precedenti l’importo è stato < € 50.000SiNo

Modello Intra 2-bis: Acquisto di beni intracomunitari.

Soglie e scadenzeObbligo fiscaleObbligo statistico
Scadenza mensile se in almeno uno dei quattro trimestri precedenti l’importo è stato ≥ € 200.000NoSi
Scadenza trimestrale se nei quattro trimestri precedenti l’importo è stato < € 200.000NoNo

Modello Intra 2-quarter: Acquisto di servizi intracomunitari.

Soglie e scadenzeObbligo fiscaleObbligo statistico
Scadenza mensile se in almeno uno dei quattro trimestri precedenti l’importo è stato ≥ € 100.000NoSi
Scadenza trimestrale se nei quattro trimestri precedenti l’importo è stato < € 100.000NoNo

Puoi notare che:

  1. Non c’è l’obbligo Intrastat per gli acquisti di beni e servizi per i quali è prevista scadenza trimestrale;
  2. L’obbligo Intrastat per gli acquisti di beni e servizi, per i quali è prevista scadenza mensile, è solo ai fini statistici;
  3. Per le cessioni di beni e prestazioni di servizi intracomunitari l’obbligo Intrastat c’è sempre ai fini fiscali. 

Quando è previsto l’obbligo Intrastat con periodicità mensile, il modello deve essere presentato entro il giorno 25 del mese successivo a quello di riferimento.

Quando è previsto l’obbligo Intrastat con periodicità trimestrale, il modello deve essere presentato entro il giorno 25 del mese successivo al trimestre di riferimento.

Modalità di compilazione del Modello Intrastat.

Ogni modello si compone di un Frontespizio (prima parte) e di un elenco riepilogativo (seconda parte). 

La compilazione del modello può avvenire attraverso il proprio software di contabilità (se è prevista tale funzionalità), oppure in ogni caso attraverso il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Dogane elenchi-riepilogativi-intrastat. Nella stessa pagina sono disponibili le istruzioni di compilazione del modello, con il dettaglio di ogni casella.

La struttura del modello è comunque elementare e per questo molto semplice ed intuitiva, ciò posto è però fondamentale scegliere il modello corretto sulla base della tipologia di operazioni da dichiarare. 

Correzione degli Intrastat.

Avvenuto l’invio degli Intrastat può esserci la necessità di: 

  • Integrare i dati già presentati, aggiungendone altri;
  • Rettificare i dati già presentati, in quanto errati o incompleti.

In entrambi i casi sarà necessario presentare un nuovo modello, inserendo i nuovi dati o rettificando quelli precedentemente indicati. 

Bisognerà però fare attenzione al modello da utilizzare, ecco come procedere in base al tipo di variazione: 

Variazione: Integrazione.

OperazioneModello
Cessioni di beniIntrastat 1-bis
Acquisti di beniIntrastat 1-bis
Servizi resiIntrastat 1-quarter
Acquisti di serviziIntrastat 2-quarter

Variazione: Rettifica.

OperazioneModello
Cessioni di beniIntrastat 1-ter
Acquisti di beniIntrastat 1-ter
Servizi resiIntrastat 1-quinquies
Acquisti di serviziIntrastat 2-quinquies

Queste sono le principali rettifiche che potranno verificarsi:

1. Variazione partita iva fornitore/cliente UE.

Utilizzando uno dei modelli previsti per le rettifiche, dovranno essere riportati i dati relativi all’operazione compiuta da/verso il soggetto del quale si è indicato un codice identificativo errato, indicando nel “segno” (-) per eliminarla. Dovrà quindi essere aggiunta la riga contenente i dati corretti, indicando nel “segno” (+). 

2. Rettifica natura dell’operazione. 

Anche in questo caso, utilizzando uno dei modelli previsti per le rettifiche, potranno essere eliminati i dati precedentemente inviati, indicando gli stessi nel nuovo modello e nel “segno” (-). A questo punto potranno essere inseriti in una nuova riga i dati corretti, indicando nel “segno” (+). 

3. Rettifica parziale dell’operazione.

In caso di errata indicazione del valore dell’operazione, sarà sufficiente indicare nel nuovo modello il valore residuale dell’operazione da inserire o togliere, indicando nel “segno” (+) se questo è da aggiungere al valore precedentemente dichiarato, oppure indicando nel “segno” (-) se è da sottrarre.  Ipotizziamo, per esempio, che l’operazione fosse di € 6.000, ma nel modello Intrastat è stato erroneamente indicato un valore di € 4.000. Nel modello rettificativo dovranno essere riportati tutti i dati dell’operazione e in “Ammontare delle operazioni” la sola differenza di € 2.000, con “segno” (+). 

4. Rettifica valore dell’operazione per omessa indicazione di una transazione con un operatore già indicato nel modello presentato.

Per rettificare il valore “Ammontare delle operazioni” dichiarato verso un operatore, sarà sufficiente indicare nel nuovo modello rettificativo l’ammontare dell’operazione omessa, con “segno” (+) per aggiungerla. 

Le sanzioni per mancato invio.

Le sanzioni per omessa presentazione del Modello Intrastat, ovvero per l’incompletezza, inesattezza o irregolarità dello stesso, sono diverse a seconda che non sia stato rispettato l’obbligo fiscale o statistico. 

Se la presentazione del modello assolve ad obblighi fiscali, l’omissione, l’inesattezza o l’irregolarità dello stesso, accertata dall’Ufficio, può comportare una sanzione da € 500 a € 1.000 per ciascun elenco

E’ tuttavia possibile:

  • Regolarizzare la propria posizione presentando un modello rettificativo/integrativo entro 30 giorni dalla richiesta dell’Ufficio, in questo caso non è prevista alcuna sanzione.
  • Regolarizzare la propria posizione presentando un modello rettificativo/integrativo dopo il rilievo dell’Ufficio, decorsi i 30 giorni e attraverso il ravvedimento operoso, con una sanzione di € 100 (⅕ del minimo). 

Se la presentazione del modello assolve invece ad obblighi statistici, l’omissione, l’inesattezza o l’irregolarità dello stesso, accertata dall’Ufficio, può comportare una sanzione da € 206 a € 2.065 per le persone fisiche e da € 516 a € 5.164 per le persone giuridiche (società). Queste sanzioni saranno tuttavia applicate alle sole imprese che realizzano scambi commerciali con Paesi UE per volumi mensili pari o superiori a € 750.000

Normativa di riferimento: D.lgs n.322/1989 artt. 7-11; D.lgs n.175/2014. 

NB. E’ possibile rimediare all’omessa presentazione del Modello Intrastat avvalendosi del Ravvedimento Operoso, riducendo le sanzioni previste.

Il pagamento delle sanzioni ridotte dovrà avvenire a mezzo F24 con codice tributo 8911

Conclusione.

Bene, siamo arrivati alla fine.

Abbiamo visto che l’Intrastat è il modello per la comunicazione delle operazioni intracomunitarie compiute o ricevute da soggetti passivi IVA (professionisti, imprese e società) residenti in Italia.

Il modello, disponibile in quattro varianti in base alla tipologia delle operazioni da comunicare, consiste in elenchi riepilogativi e interessa i soggetti IVA residenti, che intrattengono rapporti commerciali con soggetti IVA di altri Stati membri UE. 

La presentazione può avvenire a scadenza mensile o trimestrale in base alla tipologia di operazione e al volume di affari, in alcuni casi assolve solo obblighi statistici mentre in altri non è del tutto prevista.

E’ sempre possibile modificare/integrare un modello già presentato seguendo le istruzioni riportate, evitando così di incorrere in eventuali sanzioni.

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Giulia Cecchin

Giulia Cecchin

Dottore Commercialista abilitata all’esercizio della professione e iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Padova n.1990. Laureata in Amministrazione, Finanza e Controllo e in Economia e Commercio presso l’Università Cà Foscari di Venezia.

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