Come lavorare senza P.IVA nel 2021. Caratteristiche e limiti del lavoro autonomo occasionale.

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Nel 2021 è davvero possibile lavorare senza Partita Iva? Ebbene si, con le prestazioni occasionali. In questo articolo andremo a scoprire come fare e tutto quello che devi conoscere per non incappare in spiacevoli situazioni.

La disciplina delle prestazioni occasionali ha subito diverse modifiche nel corso degli ultimi anni per questo motivo sul web troverai tante interpretazioni, spesso diverse tra loro, che possono facilmente portare in errore chi svolge queste attività.

Cosa fare quindi? Niente paura, di seguito troverai tutte le risposte fornite in materia dall’Agenzia delle Entrate che ti chiariranno ogni dubbio.

Bene, iniziamo!

In questo articolo

Cosa sono le prestazioni occasionali.

La prestazione occasionale rientra nel più generico contratto d’opera (art.2222 c.c.) e consiste nella realizzazione di un’opera o di un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del cliente, dietro corrispettivo. 

L’attività deve, inoltre, essere svolta in modo sporadico e non professionale, senza quindi rappresentare la principale occupazione di chi la svolge.

I requisiti di un’attività occasionale.

  1. Saltuaria: deve essere svolta in modo non regolare durante l’anno, con intervalli più o meno ampi tra un lavoro e l’altro. Della serie…se ogni mese emetti una ricevuta, anche se l’importo complessivo è davvero basso, per l’Agenzia delle Entrate non è più occasionale e potresti incorrere in sanzioni. 
  2. Non professionale: l’attività non deve essere svolta per professione abituale. 
  3. Senza vincolo di subordinazione: il lavoratore autonomo occasionale è un collaboratore esterno, che svolge in piena autonomia l’attività. 
  4. Senza organizzazione di mezzi: non ci deve essere l’acquisto di materiali e risorse appositamente per lo svolgimento dell’attività occasionale. 

Contratto di prestazione occasionale.

La normativa non richiede la stipula di un contratto scritto per costituire o regolare il rapporto di lavoro; ti basterà predisporre un preventivo che descriva l’opera o il servizio, approvato poi dal cliente. 

La tassazione delle prestazioni occasionali.

Qui la questione è delicata in quanto ad oggi, a differenza di come era fino al 2015, non c’è una specifica regolamentazione fiscale del lavoro autonomo occasionale. 

Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ritiene che: “Un’attività di lavoro autonomo può considerarsi occasionale dal punto di vista fiscale solo se svolta saltuariamente, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi, a prescindere dall’ammontare dei compensi percepiti. Fondamentale è che non sia un’attività abituale.”.

Dal 2015 le prestazioni occasionali non devono rispettare alcun limite, né di durata, né di compenso. 

In poche parole…viene solo richiesto che:

1. L’attività non sia svolta in modo abituale o per professione abituale;

2. Venga emessa ricevuta al momento del pagamento.

Questo è tutto ciò che ti serve sapere. 

Dimentica il limite dei 5.000 euro di compensi annui o dei 30 giorni, questi infatti non valgono più

Come fare una Ricevuta per prestazioni occasionali. 

A questo punto devi sapere come fare la ricevuta da presentare al cliente. 

Il contenuto della Ricevuta per prestazioni occasionali.

  1. I tuoi dati (nome, cognome, domicilio, codice fiscale)
  2. I dati del cliente (nome, cognome, domicilio, codice fiscale, eventuale P.IVA)
  3. La data di emissione: è la data in cui hai ricevuto il pagamento
  4. Il numero progressivo della ricevuta: deve essere unico per ciascuna (es. 1, 2, 3 ecc)
  5. Il numero identificativo (ID) della marca da bollo da 2€: da applicare solo quando il compenso lordo è maggiore di € 77,47. La marca da bollo deve avere data antecedente o pari a quella di emissione della ricevuta.
  6. L’importo lordo.
  7. La ritenuta del 20% sull’importo lordo.
  8. L’importo netto ricevuto al netto della ritenuta.
  9. Inserisci la dicitura: “Trattasi di prestazione occasionale ai sensi dell’art. 67, lettera L del TUIR 917/86 e non soggetta ad IVA, ai sensi dell’art. 5 DPR 633/72 e successive modificazioni ed integrazioni. Imposta di bollo assolta nell’originale.”
Facsimile della ricevuta per prestazione occasionale per lavorare senza p.iva
Facsimile di una Ricevuta per prestazioni occasionali.

NB: La ritenuta sull’importo lordo non va applicata quando la ricevuta viene emessa ad un cliente privato (una persona senza p.iva)

Quando è obbligatorio iscriversi all’INPS.

Partiamo con una prima bella notizia: svolgere prestazioni occasionali non prevede l’obbligo di iscrizione all’INPS, almeno non subito.

L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS scatta infatti nel caso in cui nel corso dell’anno si percepiscano compensi lordi complessivi superiori a 5.000 euro

Come fare quindi? 

Per questo avrai bisogno di un commercialista che predisponga e invii tutta la documentazione necessaria.

Quando la Dichiarazione dei redditi è obbligatoria

Quanto guadagni dallo svolgimento di prestazioni occasionali è a tutti gli effetti un reddito e su questo dovrai pagare le tasse. 

Il pagamento di quanto dovuto, al netto della ritenuta già subita, viene effettuato in sede di Dichiarazione dei redditi attraverso la presentazione del modello F24. 

E’ possibile presentare la Dichiarazione dei redditi direttamente, accedendo al modello pre-compilato dall’Agenzia delle Entrate nel suo sito, oppure, attraverso un intermediario abilitato (il commercialista). 

NB. Se l’importo delle prestazioni occasionali svolte nell’anno non supera i 4.800 euro lordi, sei esonerato dal presentare la Dichiarazione dei redditi. 

Il nostro consiglio

Se il lavoro occasionale diventa una professione abituale anche se non quella principale, o vuoi farla diventare, valuta l’opportunità di aprire la P.IVA in Regime Forfettario

Questo per 3 motivi:

  1. Lavorare senza P.IVA non ha limiti definiti e questo può indurti in errore, facendoti considerare occasionale un’attività che per l’Agenzia delle Entrate invece non è, con conseguenti sanzioni.
  2. E’ sbagliato pensare di poter svolgere un’attività autonoma per lungo tempo senza una regolare posizione fiscale e contributiva.
  3. Il Regime Forfettario è il regime naturale per chi apre una nuova attività professionale, ti permette di ridurre la tassazione per i primi 5 anni al 5%, successivamente al 15% e non comporta particolari costi oltre a quello del Commercialista (noi per esempio chiediamo 397€ all’anno).

Ad ogni modo se sei interessato o se vuoi semplicemente approfondire il Regime Forfettario e conoscere modalità di accesso, obblighi e limiti, ti consiglio di leggere il nostro articolo: Regime forfettario 2021: La Guida Definitiva, dove ti spiegheremo tutto quello che c’è da sapere, anche alla luce degli ultimi interventi del Governo in materia.

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Giulia Cecchin

Giulia Cecchin

Dottore Commercialista abilitata all’esercizio della professione e iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Padova n.1990. Laureata in Amministrazione, Finanza e Controllo e in Economia e Commercio presso l’Università Cà Foscari di Venezia.

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